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SOLO X MAGGIORENNI MOLTO ACCOMPAGNATI

mercoledì 5 ottobre 2011

La Via del Cacao.

Le cose vanno così, a volte bene, altre molto pene. Suvvia scherzo, è solo per raccontarvi che l'altro giorno mi ha chiamato quella sozzona di Grazia, la mia ex. Cosa andava cercando dopo avermi riempito di corna e rubato la mia collezione di Big Jim? Presto detto, voleva applicassi la mia arte sulla sorellina adolescente. Cosa altro avrei potuto fare, se non prestare ascolto alle sue suppliche e dire ?

Ecco come vanno le cose. Per l'estrema deflorazione Francesca, nonostante a diciassette anni abbia un notevole curriculum alle spalle, o meglio dentro la fica, ha chiesto consiglio a sua sorella Grazia, più navigata, maggiormente esperta, sopratutto per ciò che riguarda il buco fra le chiappe. Grazia è decisamente troia, già in quarta ginnasio era soprannominata bucone profondo, in bagno smanettava e sbocchinava l'intera scuola a botte di tre quattro alla volta.

Francesca ha già sperimentato ogni porcheria, comprese le varianti sconosciute ai più, le manca solo di saltare il fosso, di offrire le sue splendide natiche verginali all'inchiappetto selvaggio, l'estrema deflorazione appunto. Ma non riesce a decidersi, esita. Non meravigliatevi, molte giovani donne soffrono di quell'oscuro complesso detto della Via del Cacao. La psicosi dello squarcio posteriore resta per una minoranza femminile una questione quasi insuperabile. In una Roma edonistica che ancora cerca di acchiappare la Dolce Vita, peraltro mai esistita, o almeno il dolce non fare un cazzo, piacere e sesso sono sinonimi, nessuno ha voglia di sacrifici, neppure in vista di un godimento superiore. Insomma sentirsi bruciare il culo non per tutte è una prospettiva desiderabile, anche se una volta provato cambiano idea, se spalancano il portabagagli anche una sola volta, poi non riescono a farne a meno.

La cannula dell'enteroclisma sì, il cazzo in culo no. Vai a capire, ma Francesca per mia fortuna ha una scatenatissima sorella a cui confida le sue paure.
Grazia, conosciuta la natura del problema, si entusiasma subito, dice che occorre solo il maschio adatto. Di lasciare perdere quel bietolone del fidanzato utile al più per un bocchino e una sditalinata frettolosa. Hai presente Luigi? Che sarei io. Il mio vecchio boy friends? Il quartultimo, no il sestultimo. E' lui che mi ha sverginata dietro. Malgrado la durezza marmorea è stato delicatissimo. Bravo, proprio un sogno. Un petalo di rosa senza spine. Mi reclamizza Grazia. Sei pazza?! Quello mi sguara, ha un cazzone grosso così! Ve lo giuro, non lo ha mai assaggiato, ma si sa, le voci corrono come il vento. Non farti ingannare dalle apparenze, è solo questione di tecnica.

Insomma un pomeriggio mi trovo nella stanzetta di Francesca, faccia a faccia con il Cicciobello negro e la Barbie sguattera con i piedi gonfi e gli occhi strabuzzati per l'estasi della lavandaia. Ken Gestapo con il frustino e le mutandine di pizzo mi invita. Mi viene voglia di giocarci ma Grazia non me ne da il tempo, tira fuori l'uccello e l'ingoia avida.
Francesca emette risolini d'imbarazzo, Grazia le scopre le tette, le ordina di inginocchiarsi e le infila il cazzo in gola. Quella reagisce con una serie di singulti che credo mi vomiti sulla nerchia, ma no, cerca invece di ingoiarlo sano sano, e ci riuscirebbe se non fosse da sempre appiccicato a me.

Un discorso a parte meritano le poppe di Grazia, sono due colline gemelle bianche di neve, i capezzoli spiccano il balzo come caprioli affamati di sesso. E' una roba così perfetta da lasciare senza parole, sono cosi belle che fanno rabbia.

Dieci minuti dopo Grazia mette Francesca ginocchioni sul letto, le cala il pigiama istoriato da buffi orsetti rosa ed espone un culetto da primo premio alla fiera delle vacche da monta.
Faccio scivolare la lingua tenera e umida nel buchetto sottostante, succhio il clitoride, con due dita smandrillo la micia pelosa, il cazzo che scoppia nelle mani fredde di Grazia.

Grazia vigila amorosa sulle sorti della sorellina, coordina i lavori, indica di quali parti io debba occuparmi, intanto si impasta le tette grandi e morbide, si fa leccare la splendida fichetta rosa da Francesca sempre più rilassata e a suo agio.

Poi giunge il fatidico ordine luigi scopala adesso!
Non me lo faccio certo ripetere, con un sol colpo infilo il mio asso di bastoni nella tenera sorca, intanto con le dita mi lavoro il culo per addomesticarlo in vista dell'imminente inchiappettata. Francesca ad ogni sobbalzo geme, ma la più agitata è Grazia che si masturba la fica con un giornale porno arrotolato, mentre la sorella le lavora con il piede l'ano già grandemente slabbrato.

Oramai Francesca è decisa, è pronta, ha superato ogni paura, mi supplica di sverginarle le chiappe, che si sono fatte ingorde, sono avide di uno stronzo di carne dura.
So come vanno queste cose, rispetto la gerarchia, chiedo il permesso a Grazia che urla sì inculala subito!

Titillo il boffice, ne percorro più volte l'orlo con la cappella del mio fungo magico, poi adagio comincio a spingere a piccole scatti, senza brutalità, fermandomi ad ogni millimetro conquistato. Intanto pastrugno il clitoride dentro la sorca annegata nel sugo bollente di Grazia, che urla oscenità all'indirizzo della sorella.

Quando oltrepasso il muscolo sfinterico Grazia festeggia stappando una bottiglia Moet con il suo delizioso culetto a cuoricino fiorito, ma sa di tappo e non la possiamo bere.

Francesca è estasiata, se all'inizio era incerta sul risultato finale ora impazzisce di piacere, ogni centimetro del suo arrapante corpo vibra per l'orgasmo, urla impazzita sfondami il culo, rompimelo!
Missione compiuta grido intanto che svuoto i testicoli nel complesso cavernoso appena conquistato.
Ora tocca al mio intima Grazia.

Già lo sapete, è vero? Per me non è certo un problema.